Rice I Sapori del Riso

Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese

Quest'anno il patrimonio di vini oltrepadani, oltre che all'interno dell'Enoteca e nei menu dell'Osteria, sarà fortemente rappresentato con uno stand dedicato all'interno della Cavallerizza, a disposizione degli ospiti di Rice per approfondire la conoscenza di questa importante risorsa provinciale da sempre protagonista di un connubio privilegiato con la gastronomia locale a base di riso.

Inoltre, presso il proprio stand, il Consorzio di Tutela vi offrirà delle degustazioni di Cruasé ai seguenti orari:

- Venerdì         dalle 18 alle 21
- Sabato          dalle 11 alle 13 e dalle 18 alle 21
- Domenica     dalle 11 alle 13 e dalle 18 alle 21


IL CONSORZIO

Nell'aprile del 1959 muoveva i primi passi quello che sarebbe poi diventato il Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese. Partì tutto da un convegno Coldiretti al termine del quale si decise di gettare le basi di un'organizzazione dei produttori. Già allora s'intuiva quanto sarebbe poi stato importante creare condivisione, guardare al futuro, difendere un'identità. Tutto cominciò da un'associazione di produttori, fondata ufficialmente il 4 agosto 1960 (dieci anni prima della DOC), che aveva lo scopo di valorizzare e tutelare i vini dell'Oltrepò Pavese. Il suo slogan era «Qui il vino è vino».

Nel 1977 il Consorzio divenne Consorzio Volontario Vini Doc Oltrepò Pavese ed ebbe come primo presidente Antonio Giuseppe Denari, illustre e lungimirante protagonista di uno dei momenti storici più importanti della produzione enologica oltrepadana. Da allora il Consorzio ha ampliato le sue aree di intervento, di concerto con gli enti istituzionali a partire dal Ministero delle politiche agricole.

Dal 1° maggio 2005 è diventata obbligatoria l'apposizione di una fascetta alfanumerica consortile su ogni bottiglia di vino Doc Oltrepò Pavese: il codice permette al consumatore la massima traccabilità. La fascetta rende chiaro il percorso di filiera. Tra le sue azioni di tutela dei vini dell'Oltrepò, il Consorzio si batte per la salvaguardia dei prodotti e della loro qualità, con particolare attenzione all'origine. Non a caso dalla vendemmia 2007 le bollicine Metodo Classico in Oltrepò Pavese hanno ottenuto la DOCG. Negli ultimi anni, però, il mercato è cambiato. Non basta più, solo, difendersi dall'agropirateria. Bisogna anche esplorare nuovi scenari, badare alla comunicazione, al marketing, ad esportare l'identità territoriale che il vino d'Oltrepò sa esprimere. Ecco perché il Consorzio sta crescendo in termini di comunicazione: una delle massime priorità è garantire ai viticoltori oltrepadani la visibilità che i loro sforzi meritano. Allo scopo si sono elaborate campagne di comunicazione mirate, altre sono in fase di studio. Per il cinquantenario del Consorzio, che sarà festeggiato nel 2010, tre novità: «Cruasé» (Metodo Classico Docg rosé da Pinot nero), enoteca regionale a Cassino Po di Broni e centro studi della vite e del vino in località Riccagioia di Torrazza Coste. E poi tanta comunicazione. Il Consorzio realizza manifestazioni e degustazioni ma è anche co-protagonista di eventi di settore su scala locale, regionale, nazionale e internazionale. Si guarda all'estero, in particolare all'Europa e all'America.

La libera associazione dei produttori nata cinquant'anni fa, oggi,  attraverso i suoi uffici, cura le pubbliche relazioni dell'Oltrepò del vino, per far crescere il marchio e il valore collettivo di un territorio che si evolve: la qualità assoluta sta diventando, anche, qualità percepita. Il Consorzio è presente su Internet con i suoi siti (www.vinoltrepo.it, www.bonarda.it e www.caveaudoltrepo.it), con un gruppo Facebook e un canale Youtube. Nel settembre 2009, il neo presidente, Paolo Massone, ha anche sviluppato un blog (oltrepostyle.blogspot.com), un diario on line, per dialogare con il territorio, i buyer, il settore e gli enonauti del web. Attraverso il periodico «Vinoltrepò», testata fondata nel 1980, il Consorzio informa gli associati circa le attività istituzionali e promozionali. Mondo del vino in Oltrepò significa qualità nel bicchiere, ma anche chance di crescita economica: le Cantine possono creare enoturismo e itinerari culturali agganciati alla rete della ricettività. L'Oltrepò Pavese rappresenta una Denominazione estesa su 13mila ettari di territorio.